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Domande e Risposte

Semplificando i termini del problema, cosa è in sotanza Basilea 2?

L'accordo di Basilea 2 stabilisce la quantità minima di capitale che le banche devono detenere a fronte di un insieme di rischi verso i quali sono esposte (rischi di crediti, di mercato e operativi). Questa quantità minima è stata fissata sin da Basilea 1 nell'8% del totale delle attività a rischio (con pesi di rischio diversi per differenti forme tecniche di credito). Le novità introdotte da Basilea 2 riguardano i criteri di misurazione dei rischi e le metodologie di calcolo dell'adeguatezza di capitale.

Basilea 2 comporta effetti diretti sulle imprese clienti delle banche?

No, il nuovo accordo sul capitale delle banche non riguarda le imprese, ma l'adeguatezza di capitale delle banche e la capacità di sostenere i rischi assunti dalla banca nell'esercizio della sua attività.

Basilea 2 potrà avere effetti negativi sulla quantità di finanziamenti a cui l'impresa oggi può accedere?

Dalle diverse analisi effettuate sugli effetti del nuovo accordo si deduce che le imprese italiane nel loro complesso non dovrebbero subire peggioramenti delel condizioni di affidamento applicate dalle banche.

Basilea 2 avrà effetti negativi sul tasso applicato dalla banca?

I sistemi introdotti dal nuovo accordo per la misurazione del rischio di credito hanno l'obiettivo di rendere più stretto il legame fra il livello di rischio di un prestito e il tasso applicato a quel finanziamento. Questo non si tradurrà in un indistinto aumento dei tassi di finanziamento, ma in una loro più significativa differenziazione. In sostanza, vuol dire che le imprese più affidabili pagheranno un prezzo minore delle imprese meno affidabili.

Ogni impresa avrà un rating dalle banche?

Se una banca adotterà un sistema di rating interno, dovrà assegnare una votazione a ogni impresa cliente. Se invece una banca adotterà l'approccio standardizzato, non darà nessun rating interno, ma utilizzerà, nel caso in cui le imprese ne siano fornite, il rating esterno rilasciato dalle agenzie autorizzate (ad esempio Moody's).

E' noto che le BCC non adotteranno i sistemi di rating interno per misurare l'adeguatezza rispetto ai rischi di credito, tuttavia, le piccole e medie imprese potrebbero essere penalizzate dall'applicazione dei sistemi di rating interni previsti da Basilea 2 e adottati dalle banche maggiori?

Sono stati previsti nel nuovo accordo appositi accorgimenti proprio per garantire un trattamento adeguato delle Pmi. I crediti alle imprese con fatturato inferiore a 50 milioni di euro avranno, nei sistemi di rating interni, una ponderazione di rischio minore rispetto ai crediti consessi alle imprese di grandi dimensioni.

Cambierà il trattamento dei crediti verso una pmi nelle banche che applicheranno l'approccio standardizzato, fra le quali le BCC?

Tenendo presente che nessuno dei due approcci (standardizzato o Irb) dovrebbe comportare, in media, un peggioramento delle condizioni di credito, l'approccio standardizzato si presenta più complesso di quello attualmente in vigore (Basilea 1), in quanto prevede una più ampia articolazione dei pesi di rischio per diverse forme di credito e tipologie di clienti.
Occorre anche tenere presente che le BCC hanno un adeguato livello di patrimonializzazione, fattore questo che tende a neutralizzare in buona misura l'introduzione dei nuovi pesi di rischio.

E' noto che le Bcc adotteranno un sistema di Classificazione dei rischi di credito più flessibile dei sistemi di rating interni, per valutare la propria clientela. Con l'introduzione di questo sistema cambierà il modo di valutare l'affidabilità dell'impresa?

Il sistema di Classificazione dei rischi di credito costituisce una procedura per organizzare meglio il processo di valutazione della domanda di affidamento. Per determinare l'affidabilità del richiedente, tale sistema prendi in considerazione sia fattori quantitativi, ossia i numeri dell'azienda che emergono dal bilancio e da resoconti contabili, che da fattori qualitativi, ossia la qualità della gestione, della proprietà e dei progetti di sviluppo. Questo non comporterà necessariamente una valutazione delle imprese pegiore di quella attuale, ma solo un diverso trattamento delle informazioni che le imprese saranno in grado di fornire alla banca.

Che differenza c'è fra un sistema di rating interno progettato secondo quanto stabilito dal nuovo accordo ed il sistema di Classificazione dei rischi di credito delle BCC?

I sistemi di rating sono spesso differenziati per tipolgie di clientela. In generale, viene adottato un sistema più flessibile basato anche su aspetti qualitativi per la clientela che richeide finanziamenti di elevato importo, mentre per le imprese clienti di piccole dimensioni e per clienti privati vengono in generale utilizzati sistemi più automatici. Il sistema di Classificazione del rischio di credito della Bcc baserà il giudizio di affidabilità del cliente su tutte la informazioni disponibili, valorizzando soprattutto quelle di tipo qualitativo, derivanti dal particolare rapporto di clientela con la BCC. Il sistema Crc verrà utilizzato dalle BCC anche per valutare le imprese di minori dimensioni e verrà adottato solo ai fini di una migliore gestione interna e non per determinare l'adeguatezza patrimoniale della banca.

Per rispondere a queste nuove norme e a questi nuovi strumenti di gestione del rischio delle banche, ed in particolare delle BCC, l'imprenditore dovrà sostenere dei costi per adeguare la gestione dell'impresa alle necessità delle banche?

Le banche hanno soprattutto la necessità di una maggiore trasparenza, maggiore esattezza e periodicità nella fornituradi informazioni da parte delle imprese clienti. L'obiettivo è quello di conoscere meglio il cliente ed il livello di rischio collegaro alla sua attività. Per l'impresa significa fornirsi di strumenti di controllo . adeguati. Questo non significa necessariamente un maggior costo e, dove anche si verifichi questa ipotesi, tale costo porta dei benefici, in quanto migliora la capacità di autoanalisi dell'impresa del proprio assetto patrimoniale, economico e finanziario, e questo migliora la gestione dell'impresa.

Quali sono gli strumenti informativi di cui una impresa si deve dotare per rispondere alle necessità informative delle banche?

L'impres deve fornire all'istituto bancario informazioni attraverso tutti gli strumenti informativi aziendali e quindi dovrà sviluppare, se non sono già presenti, processi gestionali in tal senso. Tali strumenti possono essere: business plan, budget complessivi e d'area aziendale, piani finanziari, piani industriali, reporto di controllo gestione, ecc., che saranno utili per calcolare il punteggio di rating. Queste informazioni dovranno costituire un flusso periodico alla banca, ben strutturato e corretto.

Le procedure previste dal nuovo accordo allungheranno i tempi di erogazione del credito?

Le procedure proposte, seppure complesse, non dovrebbero aumentare i tempi di erogazione. Questa nuova organizzazione potrà piuttosto migliorare, anche attraverso processi di automazione, l'intera istruttoria di fido riducendone i tempi operativo.

Le garanzie che vengono prestate oggi dalle imprese a copertura del credito saranno ancora valide?

La gran parte delle garanzie attualmente utilizzate dalle imprese a copertura del credito resta valida. Il sistema dei Consorzio Fidi, le cui garanzie sono spesso usate dalle Pmi italiane ai fini dell'accesso al credito bancario, ha intrapreso un processo di riorganizzazione e di ristrutturazione, che proprio Basilea 2 e nuove leggi specifiche emanate di recente hanno promosso, che l'obiettivo di rendere valide anche le garanzie che questi organismi rilasciano.

Queste nuove procedure complicheranno i rapporti fra imprese e banche?

Le nuove procedure non complicheranno i rapporti con le banche, li renderanno invece più trasparenti sia da parte della banca sia da parte del cliente.