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Da Basilea 1 a Basilea 2, storia dell'Accordo

L'accordo sul capitale prende il nome dalla città svizzera di Basilea, dove ha sede la Banca dei regolamenti internazionali (Bri), un organizzazione internazionale (non solo europea) che ha il compito di promuovere la cooperazione fra banche centrali al fine di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria.
Il Comitato di Basilea è stato sitituito dai governatori delle Banche centrali dei dieci Paesi più industrializzati (G10) alla fine del 1974. Il Comitato non ha poteri nè normativi, nè di vigilanza, ha solo l'obiettivo di proporre, promuovere e raccomandare interventi di controllo sul sistema bancario, al fine di favorire l'armonizzazione delle diverse discipline di vigilanza e garantirne la stabilità. Le linee guida tracciate dal Comitato sono accettate e adottate (anche se con alcune differenze tali da permettere un adeguamento alle diverse esigenze delle realtà economiche locali) da oltre 100 Paesi.

Nel 1988 il Comitato emanò un primo Accordo sulla Regolamentazione del Capitale contenente prescrizioni e "consigli" in materia di vigilanza, il c.d. "Accordo di Basilea 1". Tale documento formalizzava un sistema di misurazione dell'adeguatezza patrimoniale delle banche in relazione al rischio insito nell'operatività (rischio di credito e rischio di mercato) e delle posizioni assunte. I principali obiettivi di tale accordo furono:

» uniformare le regole in capo internazionale;
» stabilizzare il sistema bancario internazionale al fine di evitare possibili crisi bancarie;
» garantire, per quanto possibile, solvibilità cercando di ridurre la tendenza delle banche alla diminuzione della patrimonializzazione.

Basilea 1 rappresentò dunque il primo passo verso la creazione di un sistema finanziario più stabile. Tuttavia il primo Accorod sul Capitale presentava diversi limiti tra cui:

» veniva associato lo stesso grado di ponderazione ad ogni impiego verso le aziende, indipendentemente dalle loro qualità di solvibilità, redditività, ecc.
» la maggior parte delle garanzie e degli strumenti di mitigazione non venivano regolamentati;
» non veniva considerato il rischio operativo, il grado di diversificazione del portafoglio e l'esposizione residua.

Questi limiti, associati spesso ad un comportamento distorsivo del sistema bancario hanno indotto il Comitato di Basilea nel 1996 a promuovere l'inizio dei lavori per provvedere al miglioramento dell'accordo del 1998.
Dopo una lunga serie di aggiunte, modifiche, integrazioni ed altro, la prima versione del c.d. "Basilea 2" fu pubblicata nel giugno del 1999 (a cui seguirono due ulteriori versioni datate gennaio 2001 e maggio 2003), per giungere fino al 2004 quando fu approvato il testo definitivo del Nuovo Accordo sul Capitale denominato "Accordo di Basilea 2", approvato nel settembre 2005 dal Parlamento Europeo.

Il nuovo Accordo di Basilea 2 permette ai paesi aderenti di dotarsi di un sistema finanziario ancora più solido, attraverso l'adozione di un sistema che tenga in debita considerazione la qualità complessiva del credito e in particolare del suo beneficiario.

L'obiettivo principale delle revisioni apportate all'originario Accordo di Basilea 1, è rivolto all'aumento della sensibilità degli operatori verso il rischio e alla sua riduzione. Infatti, con il nuovo Accordo di Basilea ci saranno importanti novità per quanto riguarda la misurazione e la valutazione dei rischi