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 | Nato a Bologna il 6 giugno 1972, Nicola Nannini frequenta il liceo classico di Cento (Ferrara) e successivamente si diploma all' Accademia di Belle Arti di Bologna. Insoddisfatto della preparazione lì acquisita, si dedica con tenacia all' esercizio del disegno e della pittura, alla riscoperta delle tecniche e dei materiali della grande tradizione e scuola del "secolo d'oro".
Inizia così un viaggio tutto personale nella storia dell' arte, tentando di ricostruire la "forma sfaldata" del Novecento in un percorso tecnico e poetico a ritroso; percorso che lo porta dal Picasso blu e rosa fino a Rembrandt, Velazquez ed EI Greco, passando per Boldini, Carriere, Degas e, soprattutto, per la secessione viennese di Klimt e 1'espressionismo austriaco di Schiele e Kokoschka.
Dedica particolare attenzione alla rielaborazione delle teorie spaziali cubiste, soprattutto nelle strutture delle vedute, dove unisce più punti di vista simultaneamente, aprendo come una "scatola" città e piazze alla maniera del disegno infantile, non rinunciando alla figurazione classica e al volume. Punti focali in tali strutture sono la "comprensione" a tutto tondo dell' oggetto e il movimento, che in lui divengono ambito di ricerca privilegiato. Punto di riferimento lontano rimane, tuttavia, l'ideale seicentesco del barocco. Nel 1999 "scopre" la pittura di Odd Nerdrum e Lucian Freud, nei quali riconosce le due diverse scuole che fino ad allora hanno mosso la sua ricerca. In Freud, inglese ma di origini viennesi, riconosce 1'evoluzione e lo sviluppo della secessione mitteleuropea, mentre nel norvegese Nerdrum quell'espressione contemporanea del Seicento cui aspira.
La sua attività espositiva comincia nel 1994. Numerose le mostre personali e collettive in Italia e all' estero. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche tra le quali: la Pinacoteca Civica d'arte moderna e contemporanea di Szèkesfehèrvar in Ungheria; il Museo d'Arte Contemporanea presso il Castello Visconteo a Pavia; le collezioni d'arte della Camera del Lavoro e della Camera di Commercio di Ferrara; il Museo delle Generazioni Italiane del '900 Giulio Bargellini a Pieve di Cento (Bologna); a Cento, la Galleria d'Arte Moderna Araldo Bonzagni, la sala consigliare della Partecipanza Agraria, la collezione della Fondazione Cassa di Risparmio e del Museo Sandro Parmeggiani. Attualmente lavora con gallerie private in Italia e all' estero. È docente di disegno e figura presso la scuola di artigianato artistico di Cento dopo aver insegnato negli ultimi anni pittura e disegno in varie realtà scolastiche tra Bologna e Ferrara.
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