Zuccherificio Agricolo Ferrarese

Lo Zuccherificio Agricolo Ferrarese sorse per iniziativa di Adriano Aducco (direttore della Cattedra Ambulante di Agricoltura del Comizio Agrario di Ferrara) e ad opera di una società, fondata coni capitali degli agricoltori stessi, che intendeva lavorare la barbabietole prodotte esclusivamente dia soci, allo scopo di superare i contrasti che andavano profilandosi tra industriali e proprietari terrieri.
L’impresa, ufficialmente costituitasi come Società Anonima il 23 dicembre 1899. Quarto in ordine di tempo tra quelli costruiti nella provincia, l’opificio fu eretto e reso operativo nel giro di nove mesi: il 9 Setembre lo stabilimento veniva inaugurato ufficialmente, ma gia il 30 Agosto i macchinari si erano mossi per produrre , dopo 38 ore il primo zucchero.
L’edificio era costituito da un fabbricato principale di 95 metri di lunghezza, 20 di larghezza, 12 di altezza. Per le sue fondamenta sono stati infissi 20.000 metri lineari di pali di pioppo. L’interno era diviso in due parti a vari piani, adibiti l’una a contenere il macchinario, l’altra ad uso magazzino. I solai della costruzione erano sostenuti da travi in ferro, appoggiate a loro volta su eleganti colonne di ferro e ghisa. Il complesso comprendeva poi alcuni fabbricati secondari, uno ad uso di officina meccanica ed un altro, di 600 metri quadrati, atto a contenere 7 caldaie per la produzione di vapore. Silos per le barbabietole e l’imponente camino di 60 metri ergevano in cortile interno. A ridosso della strada di acceso allo zuccherificio, l’attuale via Argine Ducale, sorgeva poi la slanciata palazzina a tre piani tuttora in uso, concepita per abitazione e sede d’ufficio.
Le comunicazioni per via d’acqua venivano da un comodo scalo sul canale di Burana-Volano, da cui un impianto di pompe prelevava l’acqua necessaria allo stabilimento.
Il 1902 fu un anno difficile per lo stabilimento a causa dell’aumento della tassa di fabbricazione dello zucchero. A questo si aggiunsero lo scarso raccolto ed una causa intentata allo Stato per risarcire lo zuccherificio dai danni provocati dall’impiego di densimetri non graduati a norma di legge, densimetri forniti appunto dallo Stato. Questi strumenti calcolavano induttivamente la quota di zucchero che veniva legalmente esentata dalla tassa di fabbricazione, misura adottata in risposta alle agevolazioni promosse dai paesi stranieri esportatori in difesa del loro prodotto. L’impiego di densimetri imperfetti aveva cosi danneggiato diverse industrie nazionali. Il tribunale di Ferrara diede infatti ragione allo stabilimento di Via Arginane, ma l’anno successivo, nonostante la sentenza favorevole ottenuta da altre fabbriche italiane, la Corte d’Appello di pronunciò contro le istanze presentate sia dallo Zuccherificio Agricolo che dal Mulinelli di Pontelagoscuro e dall’Eridania di Codigoro.
Vennero allora potenziati gli impianti per far fronte alle difficoltà con l’incremento produttivo. Nuovi problemi però sorsero tuttavia con la convenzione di Bruxelles, un trattato che impediva all’Italia di esportare lo zucchero prodotto in eccedenza. Si dovette perciò ricorrere all’autoregolamento dell’industria saccarifera italiana: si stabilì per ogni fabbrica un limite di produzione relativo alle sue potenzialità, onde evitare una deleteria politica concorrenziale tra le varie società.
Sempre nel 1904 l’Eridania acquistò tutte le azioni dello Zuccherificio Agricolo Ferrarese, che verrà poi incorporato alla società genovese il 19 Agosto 1930. Coincisero con questa fase accenni di ripresa dello stabilimento, testimoniati dall’ampliamento di alcuni reparti e dalla riassunzione degli operai precedentemente licenziati.
La guerra lascerà pressoché distrutto l’edificio, che però riprese la sua attività nel 1946.
L’aspetto e la collocazione dei manufatti attualmente esistenti sono il risultato dei continui e successivi ampliamenti dello stabilimento, nonché della ricostruzione seguita ai devastanti bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Fu infatti durante tale fase ricostruttiva che si realizzarono alcune nuove costruzioni accessorie, e la sopraelevazione di un piano del corpo del fabbrica principale e più antico.
Nel 1991 il recuperato complesso dell’ex Zuccherificio Agricolo Ferrarese è stato destinato dal Comune di Ferrara a sede universitaria (Nuovo Polo Scientifico).

Un particolare del vecchio zuccherificio