 | Canapificio di Casumaro
L’impianto è collocato su quell’asse interprovinciale che connette la polarità centese (l’area della “Partecipanza di Casumaro”, le aree di Mirabello e di S. Agostino) con Finale Emilia ed il basso modenese. L’edificio principale, costruito nel 1919 dalla “Cooperativa Canapini di Casumaro”, presenta i connotati tecnologici, materiali e decorativi ricorrenti dell’edilizia civile locale, non facendo identificare immediatamente la tipologia industriale dell’edificio. L’ampliamento del 1923 è invece costruito con l’essenzialità tipica degli edifici industriali di deposito, totalmente primo di effetti decorativi. Una tettoia connette i due edifici, assumendo una funzione di percorso coperto per il carico-scarico della produzione. L’impianto è stato costantemente adibito alla lavorazione della fibra di canapa, specialmente le fasi di sceglitura, pettinatura e cardatura. Del 1955 la produzione si affina, specializzandosi nella filatura della canapa e del lino e dei relativo sottoprodotti: si fanno filati per spaghi, cordame, tela grossa. L’impiego di 150 operai tra uomini e donne tra il 1920 ed il 1940 diminuisce a 60-80 persone nel periodo 1940-1955. La tecnologia produttiva qui impiegata, nonostante l’ammodernamento dei macchinari e degli strumenti di adattamento delle fibre di canapa, si presenta sostanzialmente immutata e attiene alle fasi tipiche evolute di tale lavorazione: cardatura, stenditura, filatura, sbobinatura. Cessata l’attività dell’ultimo affittuario (la ditta “Filatura canapa e lino Pinca Orles”), edificio e macchinari sono stati nel 1991 destinati alla vendita.
Qui a fianco una foto d'epoca con una lavoratrice della canapa nello stabilimento di Casumaro
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