L’Archeologia Industriale

L’archeologia industriale ha conosciuto negli anni Ottanta un periodo di relativo successo, suscitando interessi di diversa natura. Da una parte l’interesse di chi si occupa della conservazione, delle progettazione e della riutilizzazione degli spazi e delle strutture produttive abbandonate, dall’altra chi ha visto nell’edificio industriale un “documento non intenzionale” da studiare in maniera interdisciplinare; un documento prezioso da affiancare agli altri strumenti più tradizionali dello storico.
Al primo gruppo sono collegati interessi ben precisi e molto forti. Basti pensare a cosa significa in termini di valori immobiliari e di lavoro di progettazione un’area industriale abbandonata (si tratta in generale di vaste aree oramai conglobate in aree urbane), o in termini di organizzazione e di investimento di risorse pubbliche, l’operazione sistematica di censimento dei beni di cultura materiale.
Recentemente Kenneth Hudson, riconosciuto come l’inventore di questo tipo di studi, ribadisce che questa disciplina è strettamente legata “a quel periodo di sviluppo tecnologico, economico e sociale, che è caratterizzato da fabbriche, macchine e motore e lavoro dipendente” e afferma che: “Il valore dell’archeologia industriale consiste nel fatto che essa fornisce una speciale serie aggiuntiva di fatti alla storia dell’industria e della tecnologia, e in questo modo rende più facile averne una conoscenza equilibrata ed esauriente…L’archeologia industriale riduce il rischio di errori storici. Aggiunge una fonte supplementare di testimonianze a ciò che può essere ricavato da libri, lettere, memorie, stampe, fotografie e documenti commerciali: fa da completamente alle fonti letterarie, cosicché i fatti e le conclusioni che ne risultano siano più attendibili”
Osserviamo ora diverse industrie che si sono sviluppate nella nostra provincia nel secolo scorso e più precisamente:

     -  
Canapificio Sinz di Ferrara

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Zuccherificio Agricolo Ferrarese di Ferrara

     -   Lo sviluppo della
zona industriale nell'area centese, in particolare:

                -  
Canapificio di Casumaro
                -   Mulino Valentini di Cento